Centrale elettrica sul Secchia a Sassuolo, dichiarazione di Giuseppe Neroni (Presidente del Consorzio di Gestione del Parco Fluviale del Secchia): “per gli interventi sul Secchia serve un coordinamento interprovinciale, la Regione deve dotarsi di strumenti per pianificare gli interventi di sfruttamento delle risorse idriche sul territorio”
La notizia della costruzione di una di una centrale idroelettrica sul Secchia, a valle della briglia del Ponte Sassuolo-Veggia, ci ha sorpreso, così come ha sorpreso l’Assessore Gennari ed il sindaco del Comune di Casalgrande, e ci lascia estremamente perplessi ed amareggiati.
Da anni infatti si assiste a ad una molteplicità di interventi di sfruttamento della risorsa acqua non sempre supportati da una corretta analisi e valutazione di area vasta del contesto territoriale (a livello di bacino idrografico e dell’intera asta fluviale), non ultimo quello sul fiume Enza, per la quale anche il WWF ha presentato un esposto.
La realizzazione non pianificata di numerose centraline idroelettriche con impatti ambientali puntuali e cumulativi risulta in aperto contrasto con le finalità della L 36/94 e della direttiva 2000/60/CE il cui obiettivo è quello di istituire un quadro per la protezione delle acque che ne impedisca un ulteriore deterioramento e protegga e migliori lo stato degli ecosistemi acquatici, degli ecosistemi terrestri e delle zone umide direttamente dipendenti dagli ecosistemi acquatici sotto il profilo del fabbisogno idrico.
Per quanto riguarda questo intervento non è dato di sapere se sia stata effettuata un’accurata verifica sull’impatto ambientale e se l’acqua reimmessa nel Secchia successivamente alla produzione di energia elettrica possa provocare squilibri ambientali nell’ecosistema fluviale.
Alla luce di questo e di altri progetti - come quello della centrale idroelettrica di Baiso del quale non si sa nulla e che contribuiscono a complicare ulteriormente il quadro di un sistema fluviale già complesso e delicato, che necessita ora più che mai di una forte pianificazione territoriale - chiediamo, come peraltro è già stato fatto in una recente interrogazione regionale, che la Regione si doti di uno strumento pianificatorio che possa vincolare lo sfruttamento della risorsa acqua al pieno rispetto degli obiettivi di tutela della qualità delle acque e dele caratteristiche del territorio dal punto di vista paesaggistico e ambientale, e che tale pianificazione ricomprenda, l’intera asta fluviale, in modo da garantire una visione di progetto che coinvolga entrambe le Province nella gestione del territorio del Secchia.
Questa tipologia d’interventi non può non essere discussa in una apposita conferenza dei servizi dove tutti i soggetti possono esprimere valutazioni e pareri di competenza in un confronto utile al miglioramento del progetto e della sostenibilità dell’opera.
(pubblicato il 14-11-2006) < pagina precedente
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