Sezione: Itinerari
3. Il fiume, il bosco ripariale, la cassa di espansione
Tempo di percorrenza: ore 2.45-3.00
- Da Campogalliano si imbocca via Madonna fino a raggiungere l’area dell’ex frantoio Corradini, punto di partenza dell’itinerario.
- Si percorre la carreggiata, costeggiando l’area dell’ex-frantoio e seguendo e seguendo le indicazioni “parco fluviale”.
- Lungo questo tratto si osserva un esempio di siepe mista, analoga a quelle un tempo tanto comuni a margine dei coltivi. Giunti in prossimità del fiume, si colgono gli elementi tipici della vegetazione ripariale; oltrepassata una zona prativa incolta e proseguendo all’interno dell’argine sinistro del fiume, si raggiunge un tratto di bosco costituito da salici e pioppo bianco,, che si spinge fin sull’alveo; al suo interno numerose tracce segnalano la presenza di fauna tipica del bosco.
- Si prosegue lungo l’itinerario fino a raggiungere un primo manufatto costruito in alveo. Il manufatto che si osserva è la traversa di valle: un’opera in cemento armato, lunga 350 metri, ortogonale rispetto all’alveo del fiume, finalizzata ad assicurare stabilità al manufatto principale, situato a monte.
- Si risale l’argine principale del fiume, per ridiscenderlo più a monte ed inoltrarsi quindi per un breve tratto in una zona caratterizzata da bosco ripariale maturo, dopo di che si ritorna sull’argine e si percorre il sentiero che giunge in prossimità del frantoio (ancora in funzione).
Giunti ad un successivo argine (quello della cassa di espansione) lo si risale fino a raggiungere l’incrocio con al camionabile; da questo punto si prosegue verso sinistra fino al manufatto principale.
Si attraversa poi il bosco idrofilo, che rappresenta uno un esempio degli ultimi lembi di vegetazione ripariale, che oggi si possono incontrare soltanto lungo le rive dei fiumi.
Nell’ambito dell’itinerario si possono osservare alcuni tra gli elementi costruiti al fine di permettere il funzionamento della cassa di espansione: il manufatto principale e lo scaricatore di fondo.
Anche lungo l’argine il paesaggio è dominato dall’acqua, ma sono evidenti i segni dell’intervento dell’uomo.
Negli invasi si rilevano molte specie di uccelli acquatici in tutte le stagioni; la loro osservazione viene guidata da una tabellazione appositamente predisposta in corrispondenza dei punti di osservazione.
- Si prosegue in direzione nord e, giunti nei pressi del maneggio, si scende sulla strada che costeggia il perimetro del frantoio e la si percorre fino all’argine naturale del fiume. Lungo il percorso si possono osservare esempi di vegetazione autoctona, cioè tipica ella pianura (olmo minore, farnia, pioppi e salici) e alloctona, di provenienza esotica (robinia e amorfa).
Accanto ad elementi naturali emerge la presenza dell’attività estrattiva, che si identifica con il frantoio: ad esso vengono portati i materiali lapidei scavati nella zona, poi selezionati a seconda delle dimensioni dei granuli e infine destinati alla vendita.
- Si risale l’argine del fiume. Solo nei periodi di magra è possibile una deviazione in corrispondenza dell’alveo. Dall’alto si possono osservare con chiarezza, da entrambi i lati dell’argine, i diversi stadi evolutivi della vegetazione igrofila presente negli invasi e lungo il fiume. Arrivati sul sentiero percorso inizialmente, una deviazione verso valle permette di raggiungere una riva pressoché priva di vegetazione, in cui è possibile osservare una sezione stratigrafica delle successive deposizioni dovute alle alluvioni fluviali,.
Si ritorna poi al punto di partenza seguendo il medesimo sentiero percorso all’andata.
(pubblicato il 27-07-2006) < pagina precedente
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