Convegno: “Il Gambero di Fiume e il Gambero della Louisiana: specie indigene ed esotiche a confronto”
Lunedì 11 dicembre ore 9.00 Corte ospitale, via fontana 2 Rubiera
“Il Gambero di Fiume e il Gambero della Louisiana: specie indigene ed esotiche a confronto” è il tema di un importante momento di comunicazione scientifica che si terrà lunedì 11 dicembre prossimo a partire dalle ore 9 presso i locali della Corte Ospitale di Rubiera.
Il convegno è stato pensato all’interno di un progetto finanziato dalla provincia di Modena (U.O. Politiche Faunistiche), e che vede il Consorzio partner insieme a al Parco dei Sassi di Roccama-latina e all’Università di Bologna.
Il “Progetto Gambero” infatti nasce nel 2004 con la finalità di reintrodurre il gambero d’acqua dol-ce nel territorio dei Parco dei Sassi di Roccamalatina e in altre zone idonee della provincia di Mo-dena.
Fino a qualche decennio fa infatti questa specie era presente e numerosa in molti torrenti e corsi d’acqua della collina e della montagna modenese, ma a causa del peggioramento delle condizio-ni ambientali, dell’inquinamento e di un intenso bracconaggio, il gambero di fiume è divenuto as-sai raro.
A partire dagli anni ’90, nei canali della pianura modenese, bolognese e ferrarese, ha fatto inoltre la sua comparsa una nuova specie: Procambarus clarkii o “gambero rosso della Louisiana”.
Come indicato dal nome questa specie è originaria degli Stati Uniti d’America (e in particolare de-gli Stati del sud); come molte altre specie alloctone è arrivata in Italia per azione dell’uomo che l’ha introdotta a scopo di allevamento.
La mancanza di attenzione da parte dell’uomo nell’introdurre nuove specie alloctone ha prodotto gravi conseguenze per gli ecosistemi naturali e anche per gli interessi umani.
In breve tempo, infatti, Procambarus clarkii ha abbandonato gli allevamenti (o meglio, gli alleva-menti sono stati abbandonati dall’uomo e quindi i gamberi si sono diffusi) e ha colonizzato tutte le acque di pianura: canali di bonifica, laghetti, casse di espansione, ma anche risaie e alleva-menti di pesce, creando seri problemi di carattere ecologico ed economico e guadagnandosi il soprannome di “gambero killer”.
Uno degli obiettivi del progetto dunque è quello di dare vita ad una comunicazione quanto più ef-ficace possibile riguardo al’importanza del ruolo del gambero autoctono quale specie guida sia per la tutela dei rii appenninici sia per favorire il restauro qualitativo dei corsi d’acqua montani, collinari e planiziali che storicamente lo ospitavano ancora fino agli anni ‘60.
Il convegno è rivolto quindi non solo ai c.d. specialisti del settore (funzionari degli Enti pubblici preposti alla tutela del territorio, biologi ed esperti naturalisti) ma anche a tutte quelle categorie, a partire dai pescatori, che hanno sovente a che fare con il territorio e possono contribuire attraver-so i loro comportamenti, alla tutela delle caratteristiche naturalistiche ed al patrimonio di biodiver-sità delle nostre zone.
(pubblicato il 07-12-2006) < pagina precedente
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