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Proposte › I musei del Secchia


Musei del Secchia

I musei hanno sede presso l’Ospitale di Rubiera, edificio storico monumentale della prima metà del ‘500.
Hanno l’obiettivo di fare conoscere il Secchia, la geologia, la geografia, gli ambienti e la storia che caratterizza il territorio rivierasco.
I musei propongono percorsi originali fruibili da giovani ed adulti, cittadini, gruppi e scolaresche per dare un’opportunità di visita a chi vuole farsi un’idea di cosa offre il territorio dal punto di vista ambientale e naturalistico.

I Musei del Secchia sono caratterizzati da tre sale:
- la Sala dell’Onda, percorso storico-territoriale;
- la sala dell’Aria, percorso fotografico tematico sugli uccelli del Parco del Secchia;
- la sala dell’Acqua, percorso sugli ambienti acquatici ed i pesci del fiume Secchia.



LA SALA DELL’ONDA:
L’Onda è una struttura di acciaio sulla quale tempi e dinamiche sono scanditi da bolle verdi che descrivono i processi naturali e bolle gialle che descrivono le azioni umane, cioè gli eventi che nella storia hanno caratterizzato l’evoluzione del nostro ambiente.
Alle bolle si sovrappone un percorso di pannelli didattici ricchi di disegni, fotografie e didascalie che approfondiscono la conoscenza del territorio legato al Secchia sotto diversi aspetti:geografico, geomorfologico, naturalistico e antropico.



LA SALA DELL’ARIA:
E’ caratterizzata da un percorso fotografico che fa immergere il visitatore nella natura “oleata” del Parco del Secchia. Infatti i soggetti sono gli uccelli acquatici ed i loro splendidi colori: l’aitone cenerino e la garzetta, la sterna e il cormorano, la gallinella e la nitticora.
La sala è dedicata ad Andrea Vellani, fotografo naturalista che ha speso due anni di lavoro per documentare il vivere del Parco e le sue risorse nascoste.



LA SALA DELL’ACQUA:
E’ lo spazio più suggestivo dei Musei. All’interno sono presenti sette false acquari nei quali sono stati ricostruiti gli ambienti del corso d’acqua dalla sorgente alla foce. Gli acquari ospitano esemplari di specie ittiche tipiche dei nostri corsi d’acqua dall’alto al basso corso.
Con questi alestimenti si vuole promuovere la conoscenza dei molteplici ecosistemi delle nostre acque dolci spesso affetti da gravi problemi di conservazione.